L’acqua che disegna la Valle d’Aosta

Le Sale 9 e 10 del Museo di Saint-Pierre e le Cascate di Lillaz a Cogne
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Dai ghiacciai alle torbiere, dai torrenti agli stagni: le Sale 9-10 del Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan racconta la forza vitale dell’acqua nelle Alpi valdostane. Dopo la visita, le Cascate di Lillaz per vederla dal vivo

C’è un elemento che attraversa tutta la Valle d’Aosta senza mai fermarsi: l’acqua. Scende dai ghiacciai, alimenta le sorgenti d’alta quota, riempie i laghi alpini, precipita nelle cascate, scorre nei torrenti, si raccoglie nelle torbiere e negli stagni. Modella il paesaggio, porta la vita, e talvolta nelle piene improvvise, nelle colate detritiche, nelle esondazioni porta anche la distruzione. È la forza più antica e più presente del territorio valdostano, e la Sala 9-10 del Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan di Saint-Pierre le dedica un percorso espositivo completo e articolato.

L’acqua come forza creatrice del paesaggio alpino

La Valle d’Aosta è interamente disegnata dall’acqua. La forma della valle principale, il profilo delle valli laterali, la posizione dei laghi, la rete dei torrenti: tutto ciò che il visitatore osserva nel paesaggio valdostano è il risultato di milioni di anni di azione dell’acqua in tutte le sue forme: liquida, solida, gassosa.
I ghiacciai sono stati i grandi modellatori del paesaggio alpino nell’era quaternaria. Durante le glaciazioni, enormi masse di ghiaccio hanno scavato le valli a forma di U caratteristiche delle Alpi, trasportato rocce e sedimenti per decine di chilometri, depositato le morene che ancora oggi segnano il paesaggio delle valli valdostane. I ghiacciai attuali: il Monte Bianco, il Gran Paradiso, il Monte Rosa, il Rutor, sono i residui di quelle antiche masse di ghiaccio, oggi in rapida riduzione per effetto del cambiamento climatico.
L’acqua di fusione dei ghiacciai alimenta le sorgenti d’alta quota e i torrenti che scorrono verso il fondovalle, portando con sé sedimenti, minerali e nutrienti che fertilizzano i suoli e sostengono gli ecosistemi acquatici a quote più basse. Ogni torrente valdostano racconta la storia geologica del bacino idrografico che drena: il colore dell’acqua, la composizione dei sedimenti, la temperatura e la velocità di scorrimento variano in funzione della roccia attraversata e dell’altitudine della sorgente.

Gli ecosistemi acquatici valdostani

La Valle d’Aosta ospita una straordinaria varietà di ecosistemi acquatici, ciascuno con caratteristiche ecologiche proprie e comunità di specie specializzate.
I laghi alpini, distribuiti a quote che vanno dai 1.500 ai 2.800 metri, sono ambienti di grande valore naturalistico, caratterizzati da acque fredde, limpide e povere di nutrienti. Ospitano comunità di invertebrati acquatici altamente specializzati e, in alcuni casi, popolazioni di pesci autoctoni come la trota fario e il salmerino alpino. La loro sensibilità ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico li rende indicatori preziosi dello stato di salute degli ecosistemi alpini.
Le cascate sono uno degli elementi paesaggistici più caratteristici delle Alpi valdostane. Formate dove i torrenti precipitano su gradini rocciosi di origine glaciale o tettonica, rappresentano ambienti di transizione tra ecosistemi acquatici diversi, con condizioni di elevata ossigenazione e umidità che favoriscono la presenza di specie vegetali e animali specializzate.
Le torbiere e le zone umide sono tra gli ecosistemi più preziosi e più minacciati della Valle d’Aosta. Formate dall’accumulo di materia organica in ambienti con scarso drenaggio e abbondante umidità, ospitano comunità vegetali uniche: sfagni, carici, drosere, orchidee palustri e fungono da serbatoi di carbonio e da filtri naturali per le acque di scorrimento superficiale.

Dove andare: le Cascate di Lillaz a Cogne

Per chi vuole portare fuori dal Museo ciò che ha imparato nella Sala 9-10, le Cascate di Lillaz, nel comune di Cogne, all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso ,offrono a fine giugno una delle esperienze più spettacolari e accessibili dell’intera Valle d’Aosta.
Le cascate si trovano alla fine della strada che attraversa il villaggio di Lillaz, a circa 3 chilometri da Cogne, raggiungibili a piedi in pochi minuti dal parcheggio. Il torrente Urtier, alimentato dal disgelo dei ghiacciai e delle nevi del Gran Paradiso, precipita in una serie di salti successivi attraverso una gola di rocce levigate dall’erosione. A fine giugno, con il disgelo in piena attività, la portata è al massimo stagionale: l’acqua scende con una forza e un rumore che si sentono prima ancora di vedere le cascate, e la nebbia generata dall’impatto crea un microclima umido e fresco che contrasta con il caldo dei fondovalle.
Un percorso attrezzato risale lungo le cascate, permettendo di osservare da vicino i diversi salti e di comprendere visivamente la forza erosiva dell’acqua sui sedimenti rocciosi, la stessa forza che, in centinaia di migliaia di anni, ha scavato la Valle di Cogne e modellato il paesaggio che il visitatore osserva oggi.
La visita alle Cascate di Lillaz si abbina naturalmente a quella alle miniere di Cogne, già raccontata nella Sala 5 del Museo, per una giornata completa che percorre due delle storie più affascinanti della Valle d’Aosta: quella dell’acqua e quella della roccia.

Foto: Archivio RAVA