Dai vigneti al Polo Nord
Un viaggio biologico straordinario in pochi chilometri: dalla Bassa Valle con ulivi e viti fino ai ghiacciai del Monte Bianco. E un luogo da visitare per toccare con mano ciò che il Museo racconta
La Valle d’Aosta è una fra le regioni più piccole d’Italia. Eppure ospita una biodiversità animale e vegetale tra le più ricche dell’intero arco alpino. È questo il paradosso affascinante che la Sala 2 del Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan di Saint-Pierre racconta al visitatore fin dall’ingresso: un territorio di appena 3.263 chilometri quadrati che compie, al proprio interno, un viaggio biologico paragonabile a quello che dal Mar Mediterraneo porta fino ai ghiacci dell’Artico.
Un viaggio verticale attraverso i piani altitudinali
La chiave di lettura di questo straordinario fenomeno naturale è l’altitudine. La Valle d’Aosta si estende dai circa 300 metri della Bassa Valle fino ai 4.808 metri della vetta del Monte Bianco, la cima più alta d’Europa. In questo intervallo verticale di quasi 4.500 metri si susseguono ambienti radicalmente diversi per clima, vegetazione e fauna: dalla zona submontana con ulivi, viti e castagni, attraverso i boschi di latifoglie e le foreste di conifere, fino alle praterie alpine, alle morene glaciali e agli ambienti nivali permanenti.
Questa successione di piani altitudinali riproduce, in scala verticale, gli stessi cambiamenti ecologici che in senso orizzontale si incontrano viaggiando verso nord per migliaia di chilometri: dalla macchia mediterranea alle foreste boreali, dalle tundre artiche alle distese glaciali. In nessun altro territorio alpino di dimensioni comparabili questa varietà è così pronunciata e così accessibile.
La Sala 2: biodiversità animale e vegetale a confronto
La Sala 2 del Museo di Saint-Pierre, dedicata alle differenze ambientali della Valle d’Aosta, illustra questa straordinaria varietà attraverso filmati, supporti multimediali e ricostruzioni naturalistiche che accompagnano il visitatore lungo i diversi piani altitudinali della regione. Il percorso espositivo approfondisce le caratteristiche delle principali aree naturali protette valdostane: il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Parco Naturale del Mont Avic, i siti della rete Natura 2000 e i giardini botanici alpini.
La sala offre al visitatore gli strumenti per comprendere non solo la varietà delle specie presenti sul territorio ma anche le relazioni ecologiche che le legano agli ambienti in cui vivono e i meccanismi che rendono la Valle d’Aosta uno dei territori alpini biologicamente più ricchi d’Europa.
Dove andare: Donnas e la Bassa Valle d’Aosta
Per chi vuole trasformare la visita al Museo in un’esperienza sul campo, il luogo più immediato e accessibile per toccare con mano l’estremo meridionale di questo viaggio biologico è Donnas, comune della Bassa Valle d’Aosta situato a circa 45 chilometri da Saint-Pierre, a meno di 300 metri di quota.
A Donnas, su terrazzamenti di roccia esposti a sud, crescono ulivi e viti che testimoniano un microclima eccezionalmente mite per una regione alpina. Le viti di Donnas producono uno fra i vini a Denominazione di Origine Controllata più settentrionali d’Italia, coltivato su pendii ripidi che richiedono ancora oggi una viticoltura interamente manuale. Gli ulivi, presenti in numero limitato ma documentati, rappresentano uno fra gli esempi più settentrionali di questa specie in tutto l’arco alpino occidentale.
A maggio, i vigneti sono nel pieno del risveglio primaverile. Il microclima è mite, il paesaggio è sorprendentemente lontano dall’immaginario alpino tradizionale. Eppure, alzando lo sguardo verso nord, i tremila metri delle Alpi valdostane sono già lì, a ricordare che in Valle d’Aosta nulla è mai lontano dal suo opposto.
Un invito
La prossima volta che visiti la Sala 2 del Museo di Saint-Pierre, ricordati di Donnas. E la prossima volta che sei a Donnas, ricordati della Sala 2. Sono due modi diversi di raccontare la stessa storia straordinaria.
Foto: Museo regionale di Scienze naturali