Efisio Noussan e la rinascita del Museo di Scienze naturali di Saint-Pierre

La storia del fondatore
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Imprenditore valdostano, presidente della Société de la Flore Valdôtaine dal 1971 al 2001: chi era l’uomo a cui il Museo regionale di Scienze naturali deve il proprio nome e la propria esistenza.

Era il 1970. Il Consiglio d’Europa aveva appena proclamato l’Anno europeo della Conservazione della Natura. In Valle d’Aosta, come in molte altre regioni europee, quell’anno diventò l’occasione per fare qualcosa di concreto per la tutela del patrimonio naturalistico locale.

Il contesto: una storia interrotta

La Société de la Flore Valdôtaine, l’associazione scientifica fondata ad Aosta nel 1858 dai canonici Georges Carrel ed Édouard Bérard, aveva attraversato nel corso del Novecento un lungo periodo di difficoltà. Le due guerre mondiali, le difficoltà logistiche e la dispersione delle collezioni avevano progressivamente indebolito l’associazione fino a portarla a una condizione di sostanziale inattività. Nel 1934, durante il regime fascista, le collezioni naturalistiche erano state cedute in prestito alla Scuola Militare Alpina di Aosta, dove erano rimaste per quasi quarant’anni in condizioni di parziale degrado.

Carlo Lyabel e la ricerca di un partner

Nel dicembre del 1970, Carlo Lyabel, ispettore forestale della Regionale della Valle d’Aosta, lanciò un appello pubblico per ricostituire la Société de la Flore Valdôtaine. Lyabel era convinto che la tutela del patrimonio naturalistico valdostano richiedesse un’associazione scientifica radicata nel territorio, capace di promuovere la ricerca e la divulgazione delle scienze naturali. Cercava un partner con le stesse convinzioni e la determinazione necessaria per tradurle in azioni concrete. Lo trovò in Efisio Noussan.

Efisio Noussan: l’uomo del territorio

Nato nel 1921, Efisio Noussan era un imprenditore valdostano con una profonda passione per la flora alpina e per il territorio in cui era cresciuto. Non era un accademico né uno scienziato di professione. Era un uomo pragmatico, con radici solide nelle montagne valdostane e una tenacia che non si lasciava scoraggiare dagli ostacoli.
Noussan raccolse l’appello di Lyabel e si mise al lavoro con un gruppo di naturalisti e appassionati motivati. Il supporto scientifico all’iniziativa fu garantito da docenti universitari di fama, tra cui i professori Bruno Peyronel e Vanna Dal Vesco dell’Università di Torino.

La rinascita della Société e del Museo

Nel 1971, la rinascita della Société de la Flore Valdôtaine fu ufficializzata. Efisio Noussan ne assunse la presidenza, che mantenne fino alla sua morte, avvenuta nel 2001.
Sotto la sua guida, l’associazione riportò in vita in pochi anni un patrimonio scientifico e culturale che sembrava perduto. Furono rilanciati il Bulletin scientifico – la rivista scientifica dell’associazione, oggi Revue Valdôtaine d’Histoire Naturelle – e le attività di ricerca naturalistica sul territorio. Furono recuperate e riordinate le collezioni naturalistiche disperse. Fu ricostruita la Chanousia, il giardino alpino al Colle del Piccolo San Bernardo fondato nel 1897 dall’abate Pierre Chanoux e devastato durante la seconda guerra mondiale. Fu completato il catalogo floristico della Valle d’Aosta avviato dal botanico Lino Vaccari e rimasto incompiuto dalla sua morte nel 1951.
Nel 1977, il Comune di Saint-Pierre offrì alla Société de la Flore Valdôtaine la disponibilità dei locali del Castello di Saint-Pierre per ospitare le proprie collezioni. Nel 1985, con legge regionale n. 32 del 20 maggio, fu istituito ufficialmente il Museo regionale di Scienze naturali della Valle d’Aosta, aperto al pubblico il 1° giugno dello stesso anno. Efisio Noussan ne fu il principale fautore e mantenne la presidenza dell’ente fino alla propria morte.

Il nome del Museo

Nel 2015, con legge regionale del 25 maggio, il Museo assunse ufficialmente la denominazione di Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan, in riconoscimento del ruolo determinante svolto dal suo fondatore. Una storia che inizia con due canonici in un’aula di Aosta nel 1858, attraversa guerre, abbandoni e rinascite, e arriva fino a lui. E, da lui fino, al Museo che oggi accoglie ogni anno migliaia di visitatori al Castello di Saint-Pierre.

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Foto: Museo regionale di Scienze naturali